La rintracciabilità è definita come: "la possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un alimento, di un mangime, di un animale destinato alla produzione alimentare o di una sostanza destinata o atta ad entrare a far parte di un alimento o di un mangime attraverso le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione".
In pratica è la ricostruzione, per ciascun lotto produttivo, del percorso che compie la materia prima, lungo una specifica filiera, man mano che si trasforma in prodotto finito, con la possibilità di poter rintracciare il prodotto in ogni punto della filiera stessa.
Nella pratica, seguire il percorso di ogni lotto produttivo lungo la filiera, e quindi renderlo rintracciabile, significa svolgere un'insieme di operazioni dirette alla raccolta dei dati derivanti dal completamento di ciascuna fase produttiva lungo la filiera, in qualsiasi punto della stessa ci si trovi: azienda agricola, impresa di prima lavorazione/trasformazione, impresa di seconda lavorazione/trasformazione, distribuzione, cliente finale (consumatore o utilizzatore finale diverso).
La rintracciabilità di filiera è, quindi, uno strumento di:
- sicurezza alimentare a favore del consumatore troppo spesso disorientato di fronte alle emergenze alimentari (BSE, OGM, Aviaria) ed ai frequenti e spesso contrastanti messaggi sui prodotti alimentari;
- valorizzazione delle produzioni agroalimentari, restituendo ad esse l’identità legata al territorio, al produttore, alle tecniche utilizzate, ai processi di trasformazione subiti prima di arrivare al consumo finale.